Fisioterapia Ginocchio

Test ginocchio

Hai un dolore al ginocchio che non ti passa?

Hai provato tanti trattamenti con poco successo?

Noi abbiamo la preparazione giusta per aiutarti a risolvere il tuo problema.

Dolore al ginocchio, cosa puoi fare da solo per non peggiorare?

  • Scegli attività sportive come la bicicletta, al posto del "running", in cui non ci sono fasi di volo.
  • Evita esercizi in massima accosciata o altri che scatenano il dolore.
  • Evita di salire e soprattutto di scendere le scale.
  • Cerca di non aumentare di peso.
  • Se fai un lavoro sedentario, ricordati ogni tanto di alzarti e camminare un po'.
  • Dedica qualche minuto tutti i giorni allo stretching delle catene muscolari dell'altro inferiore.

Non credere a chi dice che:

  • «Il dolore al ginocchio ce l'hanno tutti e dipende dall'età!»: mia zia a 98 anni non aveva neanche un dolore.
  • «Basta che rinforzi il quadricipite e ti passa!»: gli esercizi devono essere mirati e specifici per il tuo problema.
  • «La riabilitazione è semplice e veloce!»: al contrario richiede costanza e tanta pazienza.
  • «Metti un plantare che ti passa!»: non sempre il plantare riesce ad annullare il dolore, a volte ne esce uno nuovo in un'altra parte del corpo.

 

Trattiamo questi disturbi:

Gonartrosi

Gonartrosi

Anche detta semplicemente artrosi del ginocchio, è un'artropatia femoro-tibiale che consiste nella degenerazione della cartilagine articolare che ricopre il tessuto osseo con conseguente fastidiosa sensazione di sfregamento e crepitio nell'articolazione durante il movimento. Coinvolge normalmente la popolazione più anziana, ma nei giovani può esordire precocemente in seguito a microtraumi ripetuti o ad un trauma importante.

Il trattamento riabilitativo iniziale è generalmente conservativo. In questa fase è utile associare alla terapia fisica strumentale che sfiamma l'articolazione, la kinesiterapia per la mobilità del ginocchio e le infiltrazioni di acido ialuronico per dare sollievo alla cartilagine. Nei casi più gravi si provvede alla sostituzione dell‘articolazione femoro-rotulea con una protesi di ginocchio che negli anni è migliorata nella funzionalità e nella durata grazie all'utilizzo di sempre migliori materiali e alle ricerche nell'ambito della fisioterapia post-chirurgica. In ogni caso è di grande aiuto l'idrochinesiterapia che utilizza le proprietà dell'acqua e l'ambiente micro-gravitario per drenare i versamenti e poter camminare da subito senza ausili.

Segni e sintomi:
Dolore circoscritto al ginocchio durante il movimento che si attenua con il riposo, gonfiore articolare, rigidità in seguito a periodi prolungati di immobilità, scrosci, crepitii e deformazione ossea a carico dell'articolazione.

 

Difetti posturali (ginocchio valgo o valgismo e ginocchio varo o varismo)

Ginocchio varo o varismo

Per varismo (o ginocchia ad arco) e per valgismo (o ginocchia a X), si intende un'alterazione del fisiologico allineamento posturale tra femore e tibia.

Il ginocchio varo è normalmente presente dalla nascita fino ad un anno di età in cui si trasforma in un fisiologico ginocchio valgo fino a risolversi totalmente, nella maggior parte dei casi, intorno ai 7-9 anni.

Nell'età adulta, il ginocchio valgo è più frequente nella donna a causa della maggiore larghezza del bacino rispetto all'uomo ma, nei gradi lievi, è un problema puramente estetico.

Tuttavia, sia il varismo che il valgismo delle ginocchia possono persistere da adulti in seguito a diverse cause e, se l'angolo tra femore e tibia rimane rilevante, si può avvertire una sintomatologia dolorosa importante.

Il trattamento riabilitativo è rivolto al ripristino della corretta assialità tra femore e tibia, allo stretching e al riequilibrio muscolare.

Nei casi in cui il disagio estetico permane e il dolore non si risolve, la chirurgia prevede un intervento di osteotomia correttiva varizzante o valgizzante a cui segue sempre un trattamento fisioterapico settoriale per il recupero della funzionalità del ginocchio e posturale per annetterlo nello schema corporeo globale.

Segni e sintomi:
Dolore a livello della rotula e del compartimento mediale (nel caso del valgismo) e laterale (nel caso del varismo) del ginocchio. Lesione dei menischi, sofferenza dei legamenti e gonartrosi con conseguente rigidità nella flessione e instabilità nella deambulazione.

 

Condrite femoro-rotulea

Condrite femoro-rotulea

Condrite o condropatia femoro-rotulea, anche detta sindrome patello-femorale o condromalacia rotulea, è la degenerazione della cartilagine situata tra la faccia posteriore della rotula e la superficie del femore con cui essa si articola. È classificata in diversi gradi a seconda dell'entità della lesione cartilaginea.

Il trattamento nei casi meno gravi è riabilitativo, con chinesiterapia mirata al rinforzo e all'allungamento muscolare, riposo e terapia strumentale e farmacologica per ridurre il dolore. Nei casi più gravi, attraverso tecniche chirurgiche mini-invasive, si tratta la cartilagine per stimolarne la proliferazione.

Segni e sintomi:
A seconda della gravità, dolore peri o retro-rotuleo al movimento che peggiora nelle accosciate, scricchiolii e rigidità articolare.

 

Lesione al menisco mediale e laterale

Lesione al menisco

La lesione al menisco mediale, anche detto menisco interno e al laterale o menisco esterno, fa parte dei traumi più frequenti del ginocchio. In particolare, il menisco mediale, a causa della sua forma e della sua poca mobilità, è quello più esposto a infiammazione, anche detta meniscosi, a degenerazione o a lesione in seguito a traumi acuti.

La rottura del menisco può assumere varie forme, nei casi più gravi, come nelle lesioni a manico di secchio o a flap, il frammento può bloccare l'articolazione del ginocchio rendendo necessario l'intervento chirurgico di meniscectomia per via artroscopica di rimozione del frammento.

In tutti i casi è importante la riabilitazione mirata non solo a sfiammare e a sgonfiare l'articolazione ma soprattutto a recuperare la totale efficienza muscolare e l'escursione articolare. A tale scopo è utile associare alla chinesiterapia l'idrochinesiterapia.

Segni e sintomi:
Gonfiore e dolore durante il carico e nei gradi estremi di estensione e di flessione. Nelle lesioni più gravi, impossibilità ad articolare il ginocchio.

 

Lesione al legamento crociato anteriore e posteriore

Lesione del crociato

La lesione ai legamenti crociati è il trauma più frequente che possa accadere ad un ginocchio, in particolar modo al legamento crociato anteriore il quale è vittima di traumi distorsivi o di iperestensioni del ginocchio che ne producono la sua rottura parziale o totale.

La cura è sempre riabilitativa, sia che si operi sia che non si operi.

L'intervento chirurgico dipende dalle aspirazioni del paziente poiché anche con il legamento lesionato, se adeguatamente riabilitato, si può avere una qualità di vita normale. La fisioterapia, in entrambi i casi, è volta in prima fase alla riduzione della flogosi e del dolore attraverso l'impiego della terapia fisica strumentale; nella fase successiva al recupero del tono-trofismo muscolare, al lavoro propriocettivo e di stabilità dell'articolazione tramite la chinesiterapia mirata.

Segni e sintomi:
Dolore, gonfiore, sensazione di cedevolezza e di instabilità al carico.

 

Sindrome della bandelletta ileo-tibiale

Sindrome della bandelletta ileo-tibiale (stretching)

La bandelletta ileo-tibiale è una fascia di tessuto connettivo denso che si estende dall'anca al ginocchio e da stabilità al compartimento laterale del ginocchio.

In alcune persone con predisposizione posturale o praticanti di sport come la corsa, ciclismo o dove è prevista una fase di arresto e di ripresa, può infiammarsi in modo acuto o cronico, dando luogo alla "sindrome della bandelletta ileo-tibiale" anche detta "ginocchio del corridore", o "sindrome da frizione".

L'approccio è solo riabilitativo e l'ortopedico potrebbe prescrivere terapia strumentale antinfiammatoria e analgesica, chinesiterapia, rieducazione posturale, stretching settoriale e globale della catena cinetica interessata e riposo.

Segni e sintomi:
dolore nella parte esterna del ginocchio durante la flessione e l'estensione, a volte gonfiore locale e nei casi più gravi risulta difficile anche la deambulazione.

 

Distorsione del ginocchio

Distorsione del ginocchio

La distorsione del ginocchio è un infortunio molto frequente in coloro che praticano attività sportive dove sono richiesti continui cambi di direzione durante la corsa, per esempio nel calcio, nel rugby, nel basket e nella pallavolo.

Solitamente accade quando il piede rimane fisso a terra e il corpo ruota da un lato o dall'altro.

Il danno anatomico è molto variabile e dipende dall'intensità della distorsione, per questo è importante inquadrarlo con gli esami di "imaging" e con una corretta diagnosi da parte del nostro ortopedico di fiducia.

Il trattamento cambia a seconda dell'entità della lesione in accordo con l'equipe medica; nei casi meno gravi verte sul recupero della funzione e dell'articolarità, sull'eliminazione della flogosi e del dolore tramite la terapia strumentale e l'idrochinesiterapia; nei casi più gravi, con lesione di legamenti e tendini, può diventare chirurgico e successivamente riabilitativo.

Segni e sintomi:
Sono diversi a causa della gravità del danno articolare e riguardano localmente il ginocchio con gonfiore, dolore, ipomobilità e instabilità articolare.

 

Algoneurodistrofia (o Neuroalgodistrofia)

Algoneurodistrofia

L'algoneurodistrofia o neuroalgodistrofia o distrofia simpatica riflessa o morbo di Sudek o "Sindrome Complessa da Dolore Regionale" (CRPS) è una sindrome dolorosa che interessa il sistema nervoso autonomo, circolare e immunitario. Coinvolge, pertanto, vasi, nervi, cute e muscoli. Colpisce gli arti superiori o inferiori.

Nel 90% dei casi dipende da un trauma, una frattura, un'immobilizzazione, un'infezione o una distorsione ma nel 10% dei casi non ha una causa evidente ma solo un'irritazione nervosa o un problema vascolare probabilmente causata da un'eccessiva attivazione del sistema neurovegetativo simpatico.

Il trattamento è farmacologico e riabilitativo mirato alla riduzione dei sintomi e al recupero articolare.

Segni e sintomi:
Dolore e gonfiore all'arto, rigidità articolare, cute assottigliata e sudata, eventuale osteoporosi.

 

Osteoporosi

Osteoporosi (lavoro in carico)

L'osteoporosi è la riduzione della densità ossea e può essere conseguenza di una lunga immobilità, di malattie endocrine, di terapie farmacologiche prolungate nel tempo o semplicemente dell'età che avanza, specialmente nelle donne.

Può colpire molte articolazioni del corpo, in particolare l'anca, il ginocchio, la colonna, la spalla e il polso.

L'effetto collaterale della fragilità dell'osso è purtroppo la frattura.

In grande percentuale le fratture si verificano alla testa del femore, all'anca, ai corpi vertebrali e al polso.

Il trattamento per l'osteoporosi è farmacologico, mediato dal medico, con calcio e vitamina D e riabilitativo con un programma di esercizio fisico principalmente "in carico" per stimolare la formazione dell'osso; pertanto sempre per lo stesso motivo sconsigliamo in questo caso l'idrochinesiterapia. Le fratture invece vanno sottoposte all'attenzione del chirurgo ortopedico che ne valuta la possibilità chirurgica a cui segue sempre un programma di fisioterapia.

Segni e sintomi:
In fase iniziale non da sintomi e viene diagnosticata solo in caso di frattura o in seguito a controlli periodici della densità ossea.

 

Il nostro metodo

Preparazione al trattamento

  1. Parliamo con il paziente e raccogliamo informazioni sulla causa del dolore.
  2. Eseguiamo test ortopedici e osteopatici.
  3. Valutiamo i movimenti conservati e il dolore.
  4. Informiamo il paziente sui movimenti che deve evitare.
  5. Consigliamo posizioni di riposo e gesti alternativi, momentanei, per le attività della vita quotidiana.
  6. Scopriamo le sue aspettative dal trattamento riabilitativo.
  7. Presentiamo il protocollo riabilitativo personalizzato deciso di comune accordo con l'equipe medica.

Trattamento del ginocchio

Il trattamento riabilitativo, deciso in comune accordo con l’equipe medica, è suddiviso in 3 fasi:

  • FASE ANTALGICA di gestione del dolore e dell'infiammazione attraverso terapie fisiche strumentali e adozioni di posizioni di riposo corrette.
  • FASE DI RECUPERO dell’articolarità attraverso chinesiterapia passiva, attiva-assistita e attiva.
    Graduale lavoro di reclutamento muscolare prima in catena cinetica chiusa e poi aperta. Lavoro per l’equilibrio e per la percezione del corpo.
    In questa fase è utile associare l'idrochinesiterapia al fine di sfruttare un ambiente altamente destabilizzante per il recupero propriocettivo e, ad alta intensità, per allenare il controllo neuro-motorio del movimento.
  • FASE DI MANTENIMENTO e di stabilizzazione dei risultati ottenuti attraverso esercizi funzionali integrati, rieducazione al gesto atletico e consegna degli esercizi domiciliari da svolgere a casa.

 

Il segreto del nostro successo nella riabilitazione del ginocchio

Il segreto del nostro successo riabilitativo è nel lavoro di equipe tra chirurgo, fisioterapista e preparatore atletico (quando necessario).

Noi come fisioterapisti abbiamo sviluppato una conoscenza ottimale dell’anatomia e della biomeccanica del ginocchio, conosciamo con esattezza la tecnica chirurgica in modo da poterci confrontare in modo produttivo ed efficace con il medico ortopedico che rimane in contatto con noi e con il paziente durante tutto il percorso riabilitativo.

I nostri protocolli pur seguendo le linee guida internazionali, non propongono batterie di esercizi “uguali per tutti”, bensì l’esercizio giusto al momento giusto per il paziente. Come un sarto che cuce un abito su misura, cosi noi creiamo un programma personalizzato secondo la persona che dobbiamo riabilitare.